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La deuota orazione di santa Appollonia, front., s.n.t., BSLU, E.V.h.8/27
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Oratione di Santa Appollonia [Ricorro a te Signor d’ogni Signore]

Antifona di Santa Apollonia 

Lugar y año de la prohibición
Fuentes conservadas
Usos conocidos

Problemas dentales.

Fuente 1: La devota orazione di santa Appollonia, s. XVI, sin datos de impresión [Texto editado por Luca Pastori, Università di Genova]

Ricorro a te, Signor d’ogni signore,

Padre, Figliuolo e Spirito Santo,

o vera Trinità, chiaro splendore

che guardi e reggi il mondo tutto quanto;

della tua grazia illumina il mio core

ch’io dimostri il mio disteso canto,

donami grazia, Maestà infinita,

che d’Appolonia narri la sua vita.

 

Santa Appolonia fu d’Alessandrina,

fu el re Tarso suo padre chiamato

di questa gloriosa alma divina;

qual era d’Alessandria incoronato

hebbe questa figliuola pelegrina;

lui fu crudele, iniquo e dispietato,

era idolatro, un uomo falso e tristo,

nimico cordial di Giesù Christo.

 

Sendo a letto Appolonia al far del dì,

non dormia troppo né era svegliata:

in mediate un angiol gl’apparì,

benignamente l’hebbe salutata,

dicendo a quella: «Dio ti die ‘l buon dì;

hor odi di Iesù la sua imbasciata:

vuol che tu pigli il santo battesimo

et lasci l’idolatria, el paganesimo.

 

Quando stamani levata sarai

fuor d’Alessandria tu sai il diserto,

dove sta Tacchuin tu te n’andrai,

che de la fé di Dio ti farà certo

et per sua mano ti battezzerai

divotamente per haver quel merto,

per goder con Iesù l’eterna vita

a posseder la sua gloria infinita».

 

Santa Appolonia a buon’hotta e levata

tacita e cheta al diserto n’andòe

dove era il romito; appresentata,

benignamente sì la salutòe;

essendogli dinanzi inginocchiata

prima gli chiese la benedizione,

poi con dolci sospir, lacrime e pianto

chiese al romito il battesimo santo.

 

«Vanne figliuola, che benedetta sia,

io non ti vo’ per nulla battezzare:

se lo sapessi il tuo padre» – dicia –

«crudelmente mi farebbe squartare»;

ma in uno stante un angiol apparia

et una coppa piena hebbe arrecare,

qual era d’acqua, e confortata alquanto

dette Appolonia il battesimo santo.

 

Essendo lei da l’angiol battezzata

in Alessandria presto ritornòe;

non vole a casa il padre essere andata,

anzi in piazza a predicare cominciòe:

el nascer della Vergine beata,

poi come Gabriel l’annunziòe,

del santo parto el vero nascimento,

di Giesù Christo il santo avvenimento.

 

Sentito el padre che la figlia è in piazza –

che la mattina l’ha fatta cercare –,

l’huomo crudele, ch’è di mala razza,

la fe’ dinanzi a sé appresentare,

dicendogli: «Figliuola, hor tu se’ pazza,

hor chi t’ha fatto gli dèi rinegare?».

Ella rispose: «L’eterno Giesùe;

staman da l’angiol suo detto mi fue

 

sì come io mi dovessi convertire:

per man de l’angiol suo son battezzata,

et vo’ per Christo vivere e morire,

per la sua Madre, Vergine beata,

Spirito Santo hebbe a partorire,

sendo da Gabriello annunziata,

partorì poi il Redentor del mondo,

del cielo, de la terra e del profondo».

 

Poi Appolonia a suo padre dicia:

«Credi a Giesù et fatti battezzare».

Il padre acceso con gran villania,

et crudelmente, l’hebbe a bestemmiare:

«Va’, figliuola, che maladetta sia

oltre! Su, servi mia, che state a fare?

Con le tanaglie cavategli e denti

in mia presenzia!», dice a sua sergenti.

 

Santa Appolonia essendo in ginocchione

parte che i denti sì gl’eran cavati:

«O Giesù Christo» – con gran divozione –

«Perdonami, Signore, i miei peccati.

Ah, crudel padre, per la mia passione

m’accresce gloria fra santi e beati

in Paradiso, con letizia e canti,

a te cresce l’Inferno, pene et pianti!».

 

Veduto il padre la persona cruda,

che non voleva Christo rinegare,

a una colonna fe’ legarla ignuda

et crudelmente la fe’ vergheggiare;

ma manigoldi ch’han la carne cruda

non hanno possa poterla toccare

perché gl’angioli le verghe spezzorno

et sana la sua carne sì salvorno.

 

Di poi orando al suo padre dicia:

«Hor vedi di Giesù la sua clemenzia:

gl’angioli guardan la persona mia,

che nulla non ti val la tua potenza».

El padre, acceso con più bizzarria:

«Hor tu ne porterai la penitenza,

intendo uscir di tanta contumace».

Allhor la fe’ gettar ne la fornace.

 

Né pria gettata fu nel fuoco ardente,

che gl’angeli in aria la levar sospesa,

senza esser maculata di niente;

havendo il padre questa cosa intesa

alla sua vita ne fu più dolente

sentendo che dal fuoco s’è difesa;

in più superbia e ‘n maggior rabbia corre,

fella gettare giù d’un’alta torre.

 

Gl’angioli la sostenevon nelle braccia,

che veduta la fu cadere in piede

credon che sia fatto una cosaccia;

quando che il padre questa cosa vede

si diede dua gran pugni nella faccia

et a mugliar come un leon si diede

un giustizier, et tagliagli la testa

ch’io vo’ veder di lei l’ultima festa.

 

In questo fe’ assai gente convertire;

innanzi ch’ella fusse dicollata,

che poi il tiranno gli fece morire,

santa Appolonia essendo inginocchiata

inver di Christo così prese a dire:

«L’anima mia ti sia raccomandata:

deh, fa’ l’anima mia del tuo amore sazia,

giusto Signor concedimi una grazia».

 

L’angiolo apparse con palma fiorita

innanzi ch’ella sia decapitata

et disse: «Tua orazione in Ciel è esaudita».

Allhor gli fu la sua testa tagliata:

gl’angioli preson quell’alma gradita,

dinanzi a Christo l’hebbono presentata,

che gli misse corona di fin oro

fra l’altre vergine nel celeste choro.

IL FINE.

De santa Appolonia antiphona

Beata Appolonia grave tormentum pro Domino sustituit primo tyranni ex traxerunt dentes eius cum malleis fereis, et cum esset in illo tormento oravit ad Dominum Iesum Christum, ut quicunque nomen suum devote invocaret malum in dentibus non sentirent.

Vers. Ora pro nobis beata Appolonia.

Resp. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Oratio

Omnipotens sempiterne Deus qui beatam Appoloniam Virginem et martirem tuam de manibus inimicorum suorum liberasti, et eius orationem exaudisti: te quaeso per intercessionem eius, et beati Laurentii martiri tui simulque omnium sanctorum, et sanctarum, ut dolerem a dentibus meis expellas sanum, et incolumen me ipsum efficias, ut tibi gratiarum actiones referre valeam in eternum. Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum, etc.

FINIS.

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Forbidden Prayers Digital Library, publicación web: https://forpral.uab.cat/prayer/oracion-de-santa-apolonia/ ISSN 2938-0901